L’incendio di Lugnano e la firma micro-meteorologica nei cieli di Cascina: l’analisi dei dati PM10 e PM2.5

Nella scorsa notte e nelle prime ore di oggi 10 giugno 2026, il territorio di Cascina e della piana pisana è stato interessato dal passaggio della nube di...

Nella scorsa notte e nelle prime ore di oggi 10 giugno 2026, il territorio di Cascina e della piana pisana è stato interessato dal passaggio della nube di fumo sprigionata dal vasto incendio sviluppatosi presso l’impianto della Delca Energy di Lugnano (Vicopisano).

Grazie alla rete di monitoraggio della nostra associazione, abbiamo tracciato in tempo reale l’impatto dell’evento sulla qualità dell’aria locale. L’analisi dei dati puntuali di PM10 e PM2.5 raccolti dalla stazione di Cascina offre una perfetta “fotografia” di come le dinamiche atmosferiche e i flussi micro-meteorologici abbiano guidato e concentrato gli inquinanti al suolo.

Cronistoria dell’evento: l’evoluzione della nube

L’andamento delle concentrazioni di particolato ha seguito tre fasi distinte, strettamente correlate ai cicli termici e dei venti tipici della nostra pianura.

1. Il pomeriggio del 9 giugno: stabilità e aria pulita

Fino alla mezzanotte di ieri, la situazione a Cascina è rimasta assolutamente ottimale. Il forte rimescolamento pomeridiano, indotto dal soleggiamento e dalla ventilazione termo-convettiva (la classica brezza di mare), ha mantenuto i valori di fondo estremamente bassi: il PM10 è rimasto inchiodato sotto la soglia dei 5-7 µg/m³, mentre il PM2.5 è risultato quasi impercettibile. In questa fase, la nube dell’incendio è rimasta confinata negli strati più alti o dispersa efficacemente dalla ventilazione diurna.

2. La notte (00:30 – 03:10): il primo passaggio e l’effetto “cuscinetto”

Con il calare del sole, lo scenario meteorologico è cambiato radicalmente. Lo spegnimento della convezione ha favorito l’attivazione dell’inversione termica radiativa: il suolo si è raffreddato rapidamente, creando un “cuscinetto” di aria fredda e pesante nei primi metri dell’atmosfera (lo Strato Limite Planetario superficiale).

Contemporaneamente, l’attivazione della debole brezza di terra dall’interno (da Est/Sud-Est) ha iniziato a spingere il fumo dell’incendio direttamente verso l’abitato di Cascina. Intrappolati nell’inversione notturna, gli inquinanti si sono accumulati rapidamente, portando il PM10 a superare per la prima volta la linea di riferimento dei 50 µg/m³, con un primo picco di 55.5 µg/m³ registrato alle ore 02:45.

3. La mattina del 10 giugno: il fenomeno della “Fumigazione” e il picco massimo

Dopo una temporanea flessione all’alba, tra le 07:45 e le 08:45 si è verificato l’evento più critico dal punto di vista visivo e strumentale. Non si è trattato di un aumento della produzione di fumo alla sorgente, bensì del classico fenomeno della fumigazione mattutina (fumigation).

Sotto l’azione dei primi raggi solari, il terreno ha ripreso a scaldarsi, distruggendo l’inversione termica notturna partendo dal basso. Questo processo genera dei moti turbolenti verticali che “agganciano” lo strato di inquinanti sospeso appena sopra il suolo e lo rimescolano bruscamente verso il basso. Il risultato è stato un’impennata fulminea delle:

  • Max PM10: 75.7 µg/m³ alle ore 08:06
  • Max PM2.5: 42.3 µg/m³ alle ore 08:12

Il rientro nella norma

Fortunatamente, l’evoluzione diurna ha giocato a favore del territorio. Subito dopo le ore 08:30, la completa attivazione dello strato miscelato atmosferico e il successivo ingresso della ventilazione marina hanno rimescolato l’aria su una colonna molto più alta, disperdendo la nube e provocando un crollo verticale delle concentrazioni, tornate prontamente sotto i 10 µg/m³.

Nota scientifica all’elettore: Ricordiamo che i picchi orari registrati (pur importanti per comprendere la dinamica dell’evento) rappresentano misure puntuali e locali. La soglia limite di legge per il PM10 è calcolata come media sulle 24 ore. Grazie al livello estremamente basso del pomeriggio precedente, la media giornaliera complessiva dovrebbe comunque rimanere ampiamente entro i limiti di legge.

Questo evento dimostra ancora una volta come la meteorologia locale sia il fattore determinante non solo nel prevedere il tempo, ma anche nel governare la qualità dell’aria che respiriamo in situazioni di emergenza ambientale.

Si precisa che i dati rappresentano misure puntuali della stazione di Cascina e devono essere interpretati come indicazione locale dell’evoluzione del particolato. Per valutazioni sanitarie e ambientali ufficiali restano fondamentali i campionamenti e le analisi degli enti competenti.

Il confronto con la normalità: l’anomalia rispetto a mercoledì 3 giugno

Per comprendere appieno l’impatto della nube sul nostro comune, è sufficiente confrontare i dati di oggi con quelli di mercoledì scorso, 3 giugno, una giornata caratterizzata da condizioni meteorologiche estive analoghe (cielo sereno e regime di brezza), ma in totale assenza di eventi straordinari.

Mentre lo scorso mercoledì la stazione di Cascina ha registrato una linea piatta e regolare per l’intera giornata, con medie orarie di PM10 che non hanno mai superato i 14 µg/m³ (pieno valore di fondo rurale/suburbano), la mattinata di oggi ha mostrato uno scenario completamente alterato.

Parametro (Valori in µg/m³)Mercoledì 3 Giugno (Fondo Normale)Mercoledì 10 Giugno (Incendio Delca)Variazione % rispetto alla norma
PM10 (Picco massimo orario)~14.075.7+440%
PM2.5 (Picco massimo orario)~7.542.3+464%

Questo confronto statistico evidenzia un incremento dei valori di oltre 4 volte superiore alla norma stagionale.

Team Analisi e Modelli

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