Quarta ondata di caldo in arrivo: temperature fino a 40-41°C e notti roventi in Italia

La quarta ondata di caldo dell’estate 2026 sta per raggiungere l’Italia. Attese temperature fino a 40-41°C, afa intensa, minime notturne superiori ai 25°C e zero termico oltre i...

L’Anticiclone Africano si espanderà verso l’Italia e gran parte dell’Europa: la fase più intensa è prevista tra il weekend e i primi giorni di agosto. Caldo afoso, temperature minime eccezionalmente elevate e zero termico oltre i 4.500 metri sulle Alpi.

Una nuova e intensa ondata di caldo sta per raggiungere l’Italia. Sarà la quarta dell’estate 2026 e, secondo le attuali elaborazioni modellistiche, potrebbe distinguersi non soltanto per i valori massimi raggiunti, ma soprattutto per la sua estensione geografica e persistenza.

Nel corso dei prossimi giorni l’Anticiclone Africano tenderà progressivamente a rinforzarsi sul Mediterraneo, espandendosi verso l’Italia e buona parte dell’Europa centro-occidentale, fino a interessare le aree prossime al Mare del Nord.

La configurazione favorirà la risalita di una massa d’aria subtropicale molto calda, con anomalie termiche marcate a tutte le quote. Sull’Italia la fase anticiclonica potrebbe persistere almeno fino al 5-6 agosto, anche se la durata e l’intensità dell’ondata dovranno essere progressivamente confermate con i prossimi aggiornamenti.

Temperature fino a 40-41°C: ecco le zone più esposte

Il caldo inizierà a intensificarsi già da mercoledì 29 luglio, inizialmente soprattutto sulle regioni centro-settentrionali. Al progressivo aumento delle temperature si accompagnerà anche una crescita dell’umidità, responsabile di una sensazione di afa sempre più accentuata nelle pianure e nei principali centri urbani.

Entro la seconda parte della settimana le temperature massime potranno raggiungere:

  • 36-38°C in Pianura Padana;
  • 36-38°C nelle zone interne della Sardegna;
  • fino a 36-38°C nelle pianure interne di Toscana, Umbria e Lazio;
  • 34-36°C tra Puglia, Metapontino e Calabria.

Nel corso del fine settimana potrebbero registrarsi i primi picchi prossimi ai 39-40°C, in particolare sulla Pianura Padana e nelle aree interne del Centro Italia.

L’apice dell’ondata di calore è attualmente previsto tra il weekend e i primi giorni di agosto, quando le temperature potrebbero raggiungere diffusamente i 39-41°C in Val Padana e, localmente, nelle zone interne di Sardegna, Toscana, Umbria e Lazio.

Valori compresi tra 36 e 38°C saranno possibili anche nelle aree interne della Campania e della Puglia.

È importante precisare che si tratta di valori previsionali, suscettibili di variazioni anche significative in base all’esatta posizione del promontorio anticiclonico, alla ventilazione locale, all’umidità e alle condizioni del suolo.

L’incubo delle notti tropicali: minime fino a 27-28°C

L’aspetto più gravoso di questa ondata potrebbe essere rappresentato dalle temperature notturne molto elevate.

Durante le fasi anticicloniche persistenti, il calore accumulato durante il giorno viene disperso con grande difficoltà, soprattutto nelle città densamente urbanizzate. L’effetto “isola di calore” e l’aumento dell’umidità possono impedire alle temperature di diminuire in maniera apprezzabile anche durante la notte.

Secondo le attuali simulazioni, le minime potrebbero non scendere sotto:

  • 27-28°C a Milano;
  • 26-27°C a Bologna e Roma;
  • 25-26°C a Torino e Firenze.

Nelle grandi città potranno quindi registrarsi temperature ancora prossime ai 30°C dopo le 21 o le 22, con condizioni di marcato disagio fisiologico e difficoltà nel riposo notturno.

Si parla di notte tropicale quando la temperatura minima rimane superiore ai 20°C. Nei prossimi giorni, tuttavia, alcune località potrebbero superare ampiamente questa soglia, avvicinandosi a quella delle cosiddette “notti equatoriali”, caratterizzate da minime pari o superiori ai 25°C.

Caldo afoso: temperature percepite superiori ai valori reali

Oltre alle temperature misurate, sarà necessario prestare attenzione al progressivo aumento dell’umidità.

Il corpo umano disperde parte del calore attraverso l’evaporazione del sudore. In presenza di aria molto umida questo processo diventa meno efficace, facendo aumentare la temperatura percepita e il livello di stress termico.

Il disagio potrà risultare particolarmente intenso:

  • nelle aree urbane;
  • nelle pianure scarsamente ventilate;
  • durante le ore serali e notturne;
  • per anziani, bambini e persone con patologie croniche;
  • per chi svolge attività lavorative o sportive all’aperto.

Durante le ore più calde sarà quindi opportuno limitare gli sforzi fisici, mantenersi adeguatamente idratati e seguire le indicazioni diffuse dalle autorità sanitarie.

Zero termico oltre i 4.500 metri sulle Alpi

Gli effetti della massa d’aria eccezionalmente calda saranno evidenti anche in montagna.

Sulle Alpi lo zero termico, ovvero la quota alla quale la temperatura dell’atmosfera raggiunge gli zero gradi, potrebbe spingersi oltre i 4.500 metri. Per alcuni periodi potrebbe quindi collocarsi persino al di sopra delle cime alpine più elevate.

Una situazione particolarmente critica per ghiacciai e superfici innevate, già sottoposti durante l’estate a un’intensa fusione. Temperature positive a quote molto elevate possono inoltre aumentare l’instabilità del permafrost e dei versanti d’alta montagna.

Siccità e incendi: cresce il rischio in Europa

L’Anticiclone Africano potrebbe coinvolgere non soltanto l’Italia, ma anche Francia, Penisola Iberica, Europa centrale e parte delle Isole Britanniche.

In molte di queste aree la persistente assenza di precipitazioni rischia di aggravare il deficit idrico già esistente. Terreni e vegetazione sempre più secchi, combinati con temperature elevate e ventilazione, possono creare condizioni estremamente favorevoli all’innesco e alla rapida propagazione degli incendi.

L’Europa sta già affrontando una stagione particolarmente problematica sul fronte degli incendi boschivi, soprattutto tra Francia e Spagna. Una nuova fase molto calda e asciutta potrebbe rendere ulteriormente difficili le operazioni di contenimento.

Anche in Italia sarà necessario mantenere alta l’attenzione, evitando qualsiasi comportamento potenzialmente in grado di provocare incendi e rispettando le disposizioni regionali relative all’abbruciamento di residui vegetali e all’accensione di fuochi.

Sarà come l’estate del 2003?

Il possibile paragone con l’estate del 2003 deve essere affrontato con cautela.

Quella stagione è passata alla storia per la straordinaria durata del caldo, la diffusione di temperature estreme, la grave siccità e l’elevatissimo impatto sanitario registrato in numerosi Paesi europei.

Al momento non è possibile affermare che l’estate 2026 raggiungerà complessivamente le stesse caratteristiche. Tuttavia, il susseguirsi di più ondate di calore e la frequente presenza di temperature notturne elevate stanno determinando uno stress termico prolungato, particolarmente difficile da sopportare nelle grandi città.

Il problema, infatti, non è rappresentato soltanto dal singolo picco di 40°C, ma dalla mancata possibilità per persone, edifici, terreni ed ecosistemi di recuperare durante la notte o tra una fase calda e quella successiva.

Il 2026 si inserisce inoltre in un contesto climatico europeo già molto caldo: secondo il servizio Copernicus, giugno 2026 è stato il giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale.

Quando finirà la quarta ondata di caldo?

Le proiezioni a medio termine indicano la possibile persistenza del caldo più intenso almeno fino al 5-6 agosto.

Tra il 6 e l’8 agosto potrebbe verificarsi un primo ridimensionamento delle temperature sulle regioni settentrionali, associato a infiltrazioni atlantiche e a un possibile aumento dell’instabilità sulle Alpi e sulle pianure vicine.

Un’eventuale attenuazione sul Centro-Sud potrebbe invece risultare più lenta e graduale.

Questa evoluzione presenta ancora un margine di incertezza elevato: non si può escludere che l’Anticiclone Africano riesca a resistere più a lungo oppure che il suo indebolimento avvenga inizialmente soltanto sulle regioni settentrionali.

Meteo POP seguirà costantemente l’evoluzione attraverso i prossimi aggiornamenti previsionali.

Redazione Meteo POP

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