La mattina del 9 ottobre 2026 la Sicilia occidentale è stata interessata da un episodio tornadico di particolare rilevanza. Nell’area compresa tra il mare prospiciente Marsala, Petrosino e le campagne meridionali del territorio marsalese furono osservati diversi vortici, inizialmente sviluppatisi sul mare. Uno di essi raggiunse la terraferma mantenendo una notevole intensità e provocando una lunga fascia di danni.
L’obiettivo di questa analisi di Meteo POP è ricostruire, sulla base delle informazioni disponibili, la dinamica meteorologica dell’evento, il probabile punto di origine del tornado principale, il suo percorso sulla terraferma e l’intensità raggiunta.
La ricostruzione deve essere considerata tecnica ma preliminare: in assenza di un damage survey sistematico effettuato edificio per edificio, alcuni parametri — soprattutto larghezza massima del vortice e intensità massima — possono essere stimati solo attraverso l’analisi combinata dei danni documentati, delle immagini e della distribuzione geografica delle segnalazioni.
Un evento composto da più vortici
Uno degli aspetti più importanti dell’evento del 9 ottobre è che non sembra essersi trattato semplicemente di una singola “tromba d’aria”.
Numerosi video realizzati dalla costa mostrano infatti almeno due trombe marine contemporaneamente presenti sul mare. Anche la Prefettura di Trapani ha successivamente fatto riferimento a due vortici, sviluppatisi con ogni probabilità sul mare prima di interessare le aree di Marsala e Petrosino.
Altre ricostruzioni meteorologiche suggeriscono che durante l’intera fase temporalesca possano essersi sviluppati fino a quattro vortici distinti, dei quali soltanto uno avrebbe prodotto una fascia di danni particolarmente significativa sulla terraferma.
Per questo motivo Meteo POP ritiene opportuno distinguere:
- il tornado principale Marsala–Petrosino, responsabile dei danni maggiori;
- almeno un’ulteriore tromba marina confermata visivamente;
- ulteriori vortici segnalati durante la fase temporalesca, la cui classificazione individuale necessita ancora di una precisa geolocalizzazione.
Questa distinzione è importante anche ai fini archivistici: vortici differenti non devono essere automaticamente riuniti in un singolo evento tornadico.
La situazione meteorologica
L’episodio si verificò all’interno di un quadro atmosferico particolarmente favorevole alla convezione organizzata.
Sul Mediterraneo occidentale era presente una depressione in quota derivata dall’isolamento di una saccatura atlantica. L’aria relativamente più fredda presente alle quote medio-alte sovrastava una massa d’aria decisamente più mite e umida nei bassi strati sul Canale di Sicilia.
Contemporaneamente, sul settore occidentale dell’isola si instaurava una significativa convergenza nei bassi livelli.
Da un lato affluivano correnti più occidentali o nord-occidentali; dall’altro persisteva una componente più umida proveniente dai quadranti meridionali e sud-orientali.
Questa configurazione favoriva l’innesco di intensa convezione.
Ma l’instabilità atmosferica, da sola, non è sufficiente a spiegare la formazione di un tornado di tale intensità.
Un elemento determinante fu probabilmente il wind shear, cioè la variazione della velocità e della direzione del vento con la quota.
Le analisi meteorologiche effettuate sull’evento evidenziano infatti una rotazione del vento dai bassi strati verso le quote superiori, con correnti più sud-orientali vicino al suolo e una componente sud-occidentale più marcata salendo di quota.
Questa configurazione può determinare la formazione di vorticità orizzontale nell’atmosfera.
Quando una corrente ascensionale temporalesca sufficientemente intensa intercetta questa vorticità, può inclinarla verticalmente e amplificarla, creando una corrente ascensionale rotante.
È uno dei meccanismi fondamentali nello sviluppo delle supercelle.
Una probabile supercella sul Trapanese
L’analisi delle immagini satellitari e della struttura del temporale suggerisce che il tornado principale sia stato associato a una cella temporalesca fortemente organizzata.
Sono stati individuati alcuni elementi compatibili con una struttura supercellulare:
una corrente ascensionale particolarmente intensa, una forte espansione verticale del cumulonembo e la presenza di un possibile overshooting top, cioè una protuberanza della sommità temporalesca che supera temporaneamente il livello di equilibrio atmosferico.
È stata inoltre osservata una struttura assimilabile a una flanking line, una successione di celle convettive che tende ad alimentare il settore ascendente principale del temporale.
Nel complesso, gli elementi disponibili rendono quindi plausibile interpretare il tornado principale come un fenomeno mesociclonico, cioè associato alla rotazione organizzata presente all’interno del temporale.
Meteo POP considera questa interpretazione attualmente la più coerente con la violenza del vortice e con la sua capacità di mantenersi anche dopo il raggiungimento della terraferma.
Tromba marina o tornado?
Dal punto di vista meteorologico non esiste una separazione assoluta tra “tromba marina” e tornado.
Una tromba marina è semplicemente un vortice tornadico che si sviluppa o si trova sopra una superficie d’acqua.
Esistono però due famiglie principali.
Le trombe marine non mesocicloniche, generalmente meno intense, possono svilupparsi anche sotto cumuli o temporali relativamente poco organizzati.
Le trombe marine tornadiche o mesocicloniche, invece, sono associate a temporali organizzati e possono raggiungere intensità molto elevate.
Quando raggiungono la costa non cambiano natura: diventano a tutti gli effetti tornado sulla terraferma.
Nel caso del Trapanese, la sequenza più probabile è quindi:
formazione sul mare → fase di tromba marina → landfall → tornado sulla terraferma.
Resta comunque possibile che parte della circolazione osservata sul mare e il successivo tornado terrestre rappresentino fasi distinte di una stessa circolazione mesociclonica, con un nuovo vortice sviluppatosi immediatamente prima o durante il landfall.
Senza una continuità video completa tra mare e terra, questa distinzione non può essere stabilita con certezza assoluta.
Il tornado principale
La fase più intensa dell’evento si verificò durante la mattina.
La Protezione Civile della Regione Siciliana colloca il passaggio principale intorno alle 09:30 locali del 9 ottobre 2026.
Il vortice interessò inizialmente il territorio di Petrosino, quindi proseguì verso il settore meridionale del comune di Marsala.
Le testimonianze e la distribuzione dei danni permettono di ricostruire una traiettoria sufficientemente coerente.
Il probabile punto di landfall
La ricostruzione Meteo POP individua il probabile ingresso sulla terraferma nel settore costiero di Biscione, nel territorio di Petrosino.
Il punto deve essere considerato indicativo e non una posizione strumentale.

Per l’archivio Meteo POP proponiamo:
Landfall stimato:
37.707° N – 12.473° E
con un’incertezza prudenziale dell’ordine di alcune centinaia di metri.
Il vortice avrebbe quindi attraversato l’area costiera dirigendosi verso l’interno.
La traiettoria ricostruita
Sulla base della distribuzione dei danni, il tornado avrebbe interessato in successione:
Biscione → settore dello Stadio di Petrosino → SP81 → Scibiliana/Fossarunza → SS115 → Terrenove-Bambina.
La direttrice generale appare quindi orientata grossomodo:
S/SW → N/NE
con possibili variazioni locali della traiettoria dovute sia al movimento della cella temporalesca sia alle oscillazioni del vortice rispetto alla circolazione principale.
Non bisogna infatti immaginare il percorso di un tornado come una linea geometrica perfettamente rettilinea.
Il centro del vortice può compiere piccoli spostamenti laterali, mentre la distribuzione dei danni può essere fortemente asimmetrica.
Petrosino
Uno dei primi settori interessati dopo il probabile landfall fu quello di Petrosino.
Numerose strutture subirono danni e furono segnalati veicoli spostati o ribaltati.
Particolarmente significativo è l’episodio di un’automobile sbalzata fuori dalla carreggiata, con due persone ferite e successivamente trasportate in ospedale.
Danni furono inoltre segnalati nell’area dello stadio e lungo le principali direttrici attraversate dal vortice.
La presenza di danni concentrati e di oggetti pesanti spostati rappresenta uno dei principali elementi che consentono di escludere un vortice di debole intensità.
Fossarunza e la SS115
Proseguendo verso nord e nord-est il tornado raggiunse il settore compreso fra Fossarunza e la Strada Statale 115.
Qui la fascia dei danni divenne particolarmente evidente.
Furono documentati:
abitazioni scoperchiate, strutture danneggiate, muri e recinzioni abbattuti, alberi sradicati o spezzati, pali e linee elettriche interessati e diversi veicoli ribaltati o spostati.
La Prefettura di Trapani ha confermato, nel quadro complessivo dell’evento, abitazioni scoperchiate, vetture ribaltate, guard-rail divelti, alberi abbattuti e infrastrutture elettriche danneggiate.
Sono indicatori compatibili con venti tornadici di notevole intensità.
Terrenove-Bambina e la scuola Alcide De Gasperi
Il settore meglio documentato del percorso è probabilmente quello di Terrenove-Bambina, lungo la SS115.
Qui il tornado investì il plesso scolastico dell’Istituto Comprensivo Alcide De Gasperi.
La struttura riportò danni rilevanti.
Finestre e infissi furono distrutti, alcuni elementi della struttura vennero danneggiati e parte della palestra fu pesantemente interessata dal vento.
Circa 300 studenti vennero evacuati e la Protezione Civile regionale comunicò la presenza di alcuni feriti lievi.
Il fatto che un edificio di dimensioni significative abbia subito danni così rilevanti costituisce un elemento importante nella valutazione dell’intensità del vortice.
Tuttavia, in meteorologia tornadica, il semplice danno a un edificio non permette automaticamente di assegnare una classe Fujita.
Devono essere valutate anche la tipologia della costruzione, la qualità strutturale, gli ancoraggi e la modalità con cui i singoli elementi hanno ceduto.
Quanto è stato lungo il tornado?
La distribuzione geografica dei danni permette una prima valutazione della lunghezza del percorso terrestre.
La distanza in linea d’aria tra il settore di Biscione e Terrenove-Bambina è inferiore alla reale traiettoria seguita dal tornado.
Considerando invece le località attraversate e la probabile curvatura del percorso, Meteo POP stima un damage path terrestre dell’ordine di 7–8 chilometri.
Per l’archivio utilizziamo quindi provvisoriamente:
lunghezza stimata: circa 7,5 km
con un intervallo prudenziale di:
6–8 km.
Si tratta di una misura derivata dalla distribuzione dei danni e non dal tracciamento diretto del centro del vortice.
Potrà quindi essere modificata qualora emergano ulteriori immagini, segnalazioni geolocalizzate o rilievi ufficiali.
La larghezza del percorso
La larghezza del tornado è invece molto più difficile da stabilire.
Le fotografie mostrano un vortice significativo, ma la dimensione del cono di condensazione non coincide necessariamente con la reale larghezza della circolazione tornadica al suolo.
Il vento distruttivo può infatti estendersi anche oltre la parte visibile del tornado.
Per questo motivo Meteo POP, allo stato attuale, non attribuisce una larghezza massima definitiva.
È preferibile lasciare questo parametro come:
dato non ancora determinato
piuttosto che introdurre nell’archivio una misura non verificabile.
Quanto era intenso il tornado?
Questa è probabilmente la questione più delicata dell’intera ricostruzione.
Diverse valutazioni effettuate nelle ore successive all’evento hanno ipotizzato un’intensità compresa tra F2 e F3.
Meteo POP ritiene però necessario adottare un criterio più conservativo.
La classificazione di un tornado non deve essere effettuata osservando semplicemente “quanto appaiono impressionanti” i danni.
La Fujita Scale e, soprattutto, le moderne metodologie derivate dalla Enhanced Fujita Scale e dalla International Fujita Scale, utilizzano indicatori di danno e gradi di danneggiamento delle diverse strutture.
Un muro crollato, ad esempio, può avere significati completamente differenti in funzione della sua costruzione.
Lo stesso vale per un tetto scoperchiato o per il cedimento di una struttura prefabbricata.
La valutazione Meteo POP
Considerando l’insieme degli elementi documentati, Meteo POP ritiene che il tornado abbia raggiunto almeno un’intensità compatibile con la categoria F2 della scala Fujita.
Gli elementi principali sono:
- veicoli ribaltati e spostati;
- automobili proiettate fuori dalla carreggiata;
- coperture di edifici gravemente danneggiate o asportate;
- muri e recinzioni abbattuti;
- alberi e pali interessati;
- danni strutturali significativi;
- pesanti danni al plesso scolastico di Terrenove.
La nostra classificazione archivistica preliminare è quindi: F2 con confidenza media.
Perché non F3?
Non possiamo escludere completamente che, localmente, il vortice abbia raggiunto valori compatibili con la parte alta della categoria F2 o con una categoria superiore.
Esistono infatti segnalazioni di danni molto importanti e testimonianze relative allo spostamento di oggetti pesanti.
Ma una classificazione F3 richiederebbe indicatori strutturali meglio documentati.
Servirebbe, ad esempio, poter stabilire con precisione:
la tipologia degli edifici colpiti, la qualità delle murature, il sistema di ancoraggio delle coperture, il grado di distruzione delle pareti portanti e l’esatta dinamica dei veicoli spostati.
Senza queste informazioni un’assegnazione F3 rischierebbe di trasformarsi da valutazione scientifica a semplice supposizione.
Per questo motivo la posizione di Meteo POP è: F2 confermabile sulla base dei danni disponibili; F3 non dimostrato.
Qualora un futuro damage survey introducesse nuovi indicatori affidabili, la classificazione potrà essere rivalutata.
E la scala International Fujita?
Per gli eventi moderni è utile affiancare alla classificazione Fujita anche il riferimento alla International Fujita Scale, sviluppata per rendere più omogenea l’analisi dei danni tornadici a livello internazionale.
In termini indicativi, i danni osservati risultano compatibili con una classificazione:
IF2 preliminare
con possibilità di intensità localmente superiore all’interno della stessa classe.
Va ribadito che il valore di vento associato alla categoria non rappresenta una misura effettuata direttamente durante il tornado.
Si tratta di una stima derivata dagli effetti del vento sulle strutture e sugli oggetti colpiti.
Le velocità del vento
Sulla scala Fujita tradizionale, la categoria F2 è associata a velocità teoriche comprese approssimativamente fra:
181 e 253 km/h.
Non significa però che il tornado di Marsala abbia necessariamente prodotto una velocità specifica all’interno di questo intervallo.
Non risultano infatti misurazioni anemometriche dirette all’interno del vortice.
L’unico approccio scientificamente corretto è quindi parlare di:
venti compatibili con un tornado di categoria F2 sulla base dei danni prodotti.
Dove si trovava il settore più intenso?
La distribuzione dei danni suggerisce che il vortice abbia attraversato diverse fasi d’intensità.
È possibile che il tornado si sia inizialmente rafforzato dopo il landfall e abbia mantenuto una significativa intensità durante l’attraversamento delle campagne fra Petrosino e Marsala.
I settori: Fossarunza – SS115 – Terrenove sembrano rappresentare la parte più significativa del damage path.
Non è però possibile individuare con precisione assoluta il punto nel quale sia stata raggiunta la massima velocità del vento.
Un tornado può inoltre presentare subvortici, cioè piccoli vortici secondari che ruotano all’interno della circolazione principale e producono fasce molto ristrette di danni particolarmente intensi.
Questo fenomeno può spiegare perché edifici molto vicini possano mostrare livelli di danneggiamento completamente differenti.
Cosa sappiamo delle altre trombe marine?
L’evento del 9 ottobre non deve essere identificato esclusivamente con il tornado distruttivo.
Le immagini disponibili mostrano con elevata confidenza almeno due vortici distinti sul mare.
Pertanto Meteo POP considera confermata la presenza di: almeno due trombe marine durante l’evento.
Non possiamo invece affermare con altrettanta certezza che entrambe abbiano raggiunto la terraferma e prodotto due damage path separati.
L’ipotesi di ulteriori vortici è plausibile e altre ricostruzioni parlano complessivamente di circa quattro fenomeni, ma la loro catalogazione individuale richiede video accompagnati da posizione, direzione di osservazione e orario.
Per il nostro archivio saranno pertanto mantenuti distinti:
tornado principale confermato,
seconda tromba marina confermata,
ulteriori vortici da verificare.
Evento raro, ma non eccezionale per la Sicilia
I tornado vengono talvolta percepiti come fenomeni esclusivamente nordamericani.
Non è così.
Il Mediterraneo e l’Italia presentano regolarmente condizioni atmosferiche in grado di produrre tornado, comprese strutture di intensità significativa.
La Sicilia è una delle aree italiane maggiormente esposte soprattutto durante il semestre autunnale.
Il motivo risiede nella combinazione fra:
un Mediterraneo ancora molto mite, grandi quantità di umidità nei bassi strati, prime irruzioni di aria fredda in quota e configurazioni atmosferiche capaci di produrre elevato shear verticale.
La Sicilia presenta inoltre una lunga storia di eventi tornadici, alcuni dei quali anche molto violenti.
Pertanto il tornado Marsala–Petrosino deve essere considerato un evento severo significativo, ma meteorologicamente possibile nel clima mediterraneo.
Tornado e cambiamento climatico
Anche su questo punto è necessario evitare semplificazioni.
Non è scientificamente corretto affermare che un singolo tornado sia stato “causato dal cambiamento climatico”.
La formazione di un tornado dipende dall’interazione di processi atmosferici su scale spaziali e temporali molto differenti.
Sono necessari contemporaneamente instabilità, umidità, sollevamento, wind shear e una configurazione temporalesca favorevole.
Un Mediterraneo più caldo può aumentare l’energia e il contenuto di vapore disponibile per i temporali, ma la relazione tra riscaldamento globale e frequenza o intensità dei tornado mediterranei è molto più complessa.
Per attribuire un singolo evento al cambiamento climatico servirebbe uno specifico studio di attribution, non una semplice correlazione con la temperatura del mare.
Meteo POP mantiene quindi su questo punto un approccio prudente: il riscaldamento del Mediterraneo costituisce un elemento del contesto climatico, ma non permette da solo di spiegare la tornadogenesi del 9 ottobre 2026.
La ricostruzione Meteo POP
Sulla base dei dati attualmente disponibili, Meteo POP propone quindi la seguente interpretazione dell’evento.
Durante la mattina del 9 ottobre 2026 un sistema temporalesco fortemente organizzato si sviluppò sul settore occidentale del Canale di Sicilia.
La combinazione fra elevata instabilità e significativo shear verticale permise probabilmente la formazione di una struttura supercellulare.
All’interno o nelle immediate vicinanze della stessa circolazione si svilupparono diverse trombe marine.
Uno dei vortici acquisì caratteristiche tornadiche particolarmente intense e raggiunse la costa nel settore di Biscione-Petrosino.
Una volta sulla terraferma il tornado mantenne la propria organizzazione, attraversando Petrosino e successivamente il settore meridionale di Marsala.
Il vortice produsse una fascia di danni stimabile in circa 7,5 chilometri, attraversando Fossarunza, la SS115 e Terrenove-Bambina.
I danni osservati sono compatibili almeno con una categoria F2, mentre non esistono al momento elementi sufficientemente robusti per certificare una categoria F3.
Scheda tecnica dell’evento
| Parametro | Ricostruzione Meteo POP |
|---|---|
| Evento | Tornado Marsala–Petrosino |
| Data | 9 ottobre 2026 |
| Regione | Sicilia |
| Provincia | Trapani |
| Comuni | Petrosino, Marsala |
| Fase principale | ~09:30 CEST |
| Origine | Mar Mediterraneo / settore costiero del Canale di Sicilia |
| Tipologia | Probabile tornado mesociclonico inizialmente sul mare |
| Probabile landfall | Biscione – Petrosino |
| Coordinate preliminari landfall | 37.707 N, 12.473 E |
| Direzione | prevalentemente S/SW → N/NE |
| Percorso principale | Biscione → Petrosino → Fossarunza → SS115 → Terrenove-Bambina |
| Lunghezza stimata | ~7,5 km |
| Range prudenziale | 6–8 km |
| Larghezza | non ancora determinata |
| Intensità Meteo POP | F2 preliminare |
| International Fujita Scale | IF2 preliminare |
| Possibile intensità superiore | non esclusa, ma non documentata |
| Trombe marine osservate | almeno 2 |
| Possibili vortici complessivi | >2, da verificare |
| Vittime | nessuna segnalata |
| Danni | edifici, scuola, veicoli, infrastrutture, vegetazione |
| Affidabilità percorso | media |
| Affidabilità classificazione F2 | media |
| Stato | ricostruzione Meteo POP soggetta ad aggiornamento |
Nota metodologica Meteo POP
Questa analisi non attribuisce automaticamente l’intensità del tornado sulla base dell’aspetto visivo del vortice o della spettacolarità delle immagini.
La classificazione è stata ottenuta valutando la natura dei danni documentati e confrontandoli con i criteri utilizzati nelle scale di classificazione tornadica.
In assenza di rilievi strutturali sistematici, F2/IF2 viene adottato come valore preliminare più prudente e scientificamente sostenibile.
Eventuali nuove fotografie, video geolocalizzati, rilievi strutturali o documentazione ufficiale potranno determinare una revisione della scheda.
Perché archiviamo questi eventi
Documentare in maniera sistematica tornado e trombe marine è fondamentale per comprendere la climatologia dei fenomeni vorticosi in Italia.
Conoscere posizione, orario, traiettoria e intensità permette non soltanto di ricostruire il passato, ma anche di migliorare la conoscenza delle aree maggiormente esposte e di verificare in futuro le prestazioni dei sistemi previsionali e di nowcasting.
Per questo Meteo POP – RMA APS raccoglie gli eventi cercando di distinguere sempre tra dato verificato, ricostruzione e stima.
L’obiettivo non è enfatizzare la violenza dei fenomeni atmosferici, ma costruire una documentazione meteorologica utilizzabile anche a distanza di anni.
Analisi e ricostruzione: Meteo POP – RMA APS
Evento: tornado Marsala–Petrosino, 9 ottobre 2026
Ultima revisione: ottobre 2026